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Giu 12, 2015 - creatività    No Comments

CORIANDOLINE

Il quartiere Coriandoline Correggio1

 

 
Coriandoline
Il16 settembre 2008 – in Via Rodari a Correggio provincia di Reggio Emilia è stato inaugurato il quartiere Coriandoline. Questo quartiere fatto di case basse dai colori pastello, rondini dipinte sui muri, strane figure dalla bocca enorme a forma di galleria e macchine completamente invisibili, è il risultato di un intenso lavoro di ricerca sviluppato insieme a 700 bambini delle scuole materne di Correggio e di Rio Saliceto iniziato nel 1995 . Nel 1999 è stato pubblicato il Manifesto delle Esigenze Abitative dei bambini, loro la casa la volevano: trasparente (così guardo fuori), dura fuori (sicura), tranquilla (non trafficosa), giocosa (per giocare liberamente), morbida dentro (accogliente), decorata (dove metto tutte le cose più belle), intima (per potermi ritirare), grande (che possa accogliere gli amici e le idee), bambina (a misura di bambina), magica (per stupirmi). Il progetto che ha ricevuto il premio Guggenheim nel 2001, si è ora trasformato in abitazioni colorate, garage mimetizzati sotto le colline, spazi giochi nel verde. I bambini stando in casa volevano poter guardare fuori e sono state realizzate grandi vetrate, a fianco delle scale sono stati costruiti scivoli, materiali e colori sono stati concordati coi bambini e in ogni appartamento sono stati creati luoghi per i giochi. Negli ascensori ci sono specchi deformanti, e un vetro permette di osservare altri disegni realizzati sul muro. I muri esterni sono stati decorati coi disegni di Emanuele Luzzati. I lavori iniziati nel 2003 sono terminati nel 2007 con la  piantumazione e la semina. Le Coriandoline è composto da dieci villette a schiera e altrettanti appartamenti disposti a ferro di cavallo.
Gen 13, 2011 - creatività, moda    6 Comments

con la speranza di forare una gomma così anche io provo a farmi una borsa…

 

0642dbe3e472eba11fca4f407474b8c6.jpgADEART è un laboratorio di Bolzano che realizza borse “ecologiche” utilizzando materiale recuperato. Le borse vengono confezionate trasformando camere d’aria usate di camion e trattori.
Gli accessori, tratti da diversi settori vengono usati in modo inconvenzionale rispetto alla loro funzione originale: cinture di sicurezza di automobili smaltite, bulloni, antenne di alluminio e spesso con la collaborazione di artisti vari vengono creati accessori per collezioni esclusive e limitate.

Anima e corpo di questo progetto è Heidi Ritsch classe ’73, che ha utilizzato la sua straordinaria capacità di ricerca per unire la necessità di sensibilizzare il consumo consapevole ad una ricerca estetica che manca nel mondo in crescita esponenziale del mercato del riciclo. Il suo desiderio e scopo è che la vita dei materiali sia prolungata il più possibile rinnovando le forme e le funzioni nel rispetto ambientale … ” senza cercare di insegnare qualcosa a nessuno ma solo aiutando a scoprire dentro di se”.

La produzione limitata e le particolarità individuali dei materiali consentono la creazione di un oggetto che diventa “pezzo unico da collezione, che sta già diventando un cult, ed un mezzo per distinguersi in un mercato tendente al seriale e globalizzato.

Le sue crezioni che sono esposte ed in vendita nei musei di arte moderna di Torino e Merano e in punti vendita accuratamente selezionati, sono protette da un brevetto internazionale. ADEART ha ideato un sistema di cucitura ad incastro che non altera in modo innaturale le caratteristiche iniziali del materiale usato, che tiene “tiene tanto a sottolineare ” non viene assolutamente trattato con materiali e prodotti chimici.

Arte in movimento è la definizione più corretta per una creazione che non è solo moda, ma è l’espressione di un pensiero e il desiderio di raggiungere più obbiettivi facendo un passo per volta.

Dic 9, 2010 - creatività    6 Comments

DAL GRANDE CUORE DI ANDREA FIORE

 1444493749.jpg

Amici miei carissimi,ho scritto ‘ALLA RICERCA DELL’ACCA PERDUTA’ qualche anno fa. E’ una fiaba nel mio stile personale, tra il demenziale e il serio, tra zucchero e sale, proprio come la vita.

E’ un dono d’amore che ho voluto fare a un gruppo di vivaci ragazzini che completavano allora una splendida avventura durata cinque anni: gli alunni della 5^ E di una Scuola Elementare di Palermo.

Il racconto, fino a oggi, è rimasto praticamente inedito, custodito nella mia mente, in quella dei protagonisti di quella classe e negli scaffali delle librerie delle loro case, ma forse, mi sono detto, non ha ancora esaurito il suo messaggio d’amore. Ecco perché ho pensato di metterlo in vendita in versione pdf (offerta libera) e di donare i proventi all’ASSOCIAZIONE SINDROME DI CRISPONI E MALATTIE RARE (http://www.sindromedicrisponi.it/) per sostenere i progetti dedicati ai piccoli affetti da malattie rarissime, che hanno tanto bisogno del nostro aiuto!

PARTECIPARE all’iniziativa è semplicissimo!

Basta fare un versamento sul CONTO CORRENTE POSTALE numero 81776163 intestato a ASSOCIAZIONE SINDROME DI CRISPONI E MALATTIE RARE

Nella CAUSALE occorrerà inoltre specificare:

a) che la donazione è per l’acquisto del racconto di Andrea Fiore (scrivere: ‘DONAZIONE DA FIABA ANDREA FIORE’);

b) il NOME dell’acquirente o della persona (un amico, figlio, nipote), cui dovrà essere indirizzata la fiaba, e ovviamente l’INDIRIZZO E-MAIL.

Io e l’Associazione confidiamo nel vostro immenso cuore e comunque.. anche un ‘pensierino’ va bene lo stesso :O)

Un affettuoso abbraccio, Andrea

Ott 10, 2010 - creatività    6 Comments

COME TI RICICLO LA CARTA

Invece di buttare un milione e 700mila giornali gratuiti raccolti in una settimana nel metrò di Londra,l’artista Sumer Erek li ha usati per costruire questa casa.

Voleva puntare il dito su quanta carta si spreca.463975cb5e458c9f96b5cd5b5831a9cb.jpg4b2abd671ecff5c3859bcc4e3dd5a350.jpg 

Mag 23, 2010 - creatività    10 Comments

vari usi del limone

È un Diesel? Allora lo pulisco con il limone

 

Perché tanta fatica per ripulire i catalizzatori e tante lotte per sconfiggere l’inquinamento, quando la soluzione l’abbiamo dentro il nostro frigorifero?

Ebbene sì, una semplice “spremuta” di acido citrico può rimettere a nuovo i convertitori catalitici dei gas di scarico delle auto diesel. I motori diesel, infatti, contengono una struttura di platino a nido d’ape che pulisce i gas di scarico, trasformando il monossido di carbonio e gli idrocarburi non bruciati in biossido di carbonio ed eliminando così le molecole che contribuiscono allo sviluppo dello smog. Tuttavia, il carburante contiene zolfo e l’olio antiusura fosforo, entrambi corrosivi per il platino.

Da qui l’intuizione dei ricercatori madrileñi dell’Istituto di Catalisi e Petrolchimica, che hanno utilizzato una soluzione diluita di acido citrico per ripulire i catalizzatori, senza arrecare alcun danno al prezioso metallo. Come? Con una serie di esperimenti che simulano il flusso dei gas di scarico: l’acido ha rimosso, in sei ore di lavaggio a 80°C, il 90% dello zolfo e l’82% del fosforo da un catalizzazore utilizzato per 48.000 km.

il limone spremuto fino in fondo può essere trasformato in un goloso candito.ecco come:prima lo si immerge nel miele,poi si passa per un attimo sulla fiamma del fornello.quindi si lascia raffreddare.buono!

Ott 20, 2009 - creatività    25 Comments

PIAN PIANO, UN PASSO ALLA VOLTA

Forse le cose cominciano a girare per il verso giusto?

La redazione di myblog mi ha informato che farà un post sulla mia Collezione Strampalaura,

QUI leggete il commento che ho ricevuto, 

e la rivista ELLE mi ha contattato per fotografare una mia borsa.

Va bene che le pubblicazioni non danno da mangiare,

ma vuoi mettere la soddisfazione?

Incrocio le dita…

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Lug 26, 2009 - creatività    16 Comments

Lasciate che i pargoli vengano a me…

DIRETTAMENTE DAL GENIO DI STRUDELONE ECCO A VOI UN ALTRO SUO RACCONTO

chat1.jpgDario: <<Ciao, sono nuovo della chat e vedo che abitiamo nella stessa città.. ci conosciamo?>>

 

Cristina: <<Non credo che ci conosciamo.. >>

 

Dario: <<No, intendevo dire.. ci vogliamo conoscere? >>

 

Cristina: <<Perché dovremmo.. non so nemmeno chi tu sia>>

 

Dario: <<Bè.. siamo in due. Nemmeno io so chi tu sia>>

 

Cristina: <<In questo momento sono impegnata in altra conversazione più elevata>>

 

Dario: <<Che aspetti, mollalo.. posso darti di più>>

 

Cristina: <<Guarda che non faccio quel mestiere.. >>

 

Dario: <<Ma non intendevo quel ‘di più’!! Un di più diverso>>

 

Cristina: <<Non guardo la tv ed odio le pay tv.. tienitelo pure il tuo d+!!>>

 

Dario: <<Sai che hai un bel profilo? >>

 

Cristina: <<A quale dei due ti riferisci.. quello che leggi o quello che vedi? >>

 

Dario: <<Quello che leggo, ovvio>>

 

Cristina: <<Accidenti a te!! A momenti mi accecavi un occhio.. cerca di stare attento>>

 

Dario: <<Un occhio? Ma.. come?! Con cosa?!? >>

 

Cristina: <<Col naso.. l’hai sparata così grossa che ha spaccato il mio e il tuo di monitor.. eheheheh>>

 

Dario: <<Volevo solo farti un complimento.. mi riferivo ai tuoi interessi.. quelli che leggo sul profilo>>

 

Cristina: <<Lettura.. dischi.. cinema… non mi sembrano cose così eclatanti ed esclusive per le quali complimentarsi..>>

 

Dario: <<Non è mica colpa mia se non fai parapendio o free climbing!! >>

 

Cristina: <<La ragazza del profilo comunque non sono io.. è mia sorella, ma ora non è in chat; lei risponde cordialmente agli stupidi che esordiscono con “Ciao, ci conosciamo?” e ci esce pure la sera e… questo giro mi sa che ti va male! Dimmi la verità.. non rosichi almeno un pò?!? >>

 

Dario: <<Non so perché sto ancora qui a parlarti!!! >>

 

Cristina: <<Già vorrei capirlo anch’io.. perché non provi a dialogare un po’ coi tuoi ormoni e cerchi di farli ragionare.. magari arrivate a un punto d’incontro dignitoso per tutti.. >>

 

Dario: <<Ah.. voi donne!! Siete tutte convinte che noi ragioniamo con quello.. >>

 

Cristina: <<No.. io non lo sono.. sono certa che tu non ragioni con quello, ma .. ‘per’ quello!! >>

 

Dario: <<Non credo si possa evincere da ciò che ho scritto.. mi sembra d’essere stato abbastanza corretto.. ho chiesto solo di conoscerci, mica di scopare!! >>

 

Cristina: <<Avrei preferito che mi avessi chiesto la seconda.. >>

 

Dario: <<Davvero?!? >>

 

Cristina: <<Sì, ho la casa con la polvere che mi arriva alle ginocchia e se ti fossi offerto per scopare l’avrei gradito.. >>

 

Dario: <<Scherzosissima creatura evanescente.. eppure sento che dentro sei dolcissima, come una deliziosa confettura di fragole.. >>

 

Cristina: <<Sì è vero.. dentro di me sono molto dolce e il mio cuore trabocca di miele.. ma anche tu devi essere tanto dolce.. >>

 

Dario: <<Sì.. lo sono.. lo sono proprio tanto.. te ne sei accorta alla fine!! >>

 

Cristina: <<Certo che me ne sono accorta.. Sei tanto dolce e non solo nel cuore.. >>

 

Dario: <<E dove ancora? >>

 

Cristina: <<Nella testa.. sei d’un ‘dolce’.. mmmmm.. >>

 

Dario: <<Ma insomma, chi ti credi d’essere per parlami così.. non ci conosciamo nemmeno  e magari sei d’un brutto che mette inquietudine!! >>

 

Cristina: <<Non sono cose che ti riguardano e comunque io sono bellissima… soprattutto dentro!>>

 

Dario: <<Perché se esci di casa peggiori?!? Eheheheheh…>>

 

Cristina: <<O mio dio, perdonalo perché non sa quello che dice!! >>

 

Dario: <<Usciamo.. mi accollo volentieri il rischio di un tuo peggioramento fisico a presa rapida.. ho un certo gusto per l’orrido e in passato ho preparato anche una tesina su ‘I dolori del giovane Werther’.>>

 

Cristina: <<Che palle i dolori alle vertebre… studiavi a medicina?!? >>

 

Dario: <<Seee… ero internista!! >>

 

Cristina: <<Ahhhh, arredatore.. gli interni sono sempre stati la mia passione, avrei voluto fare l’arredatrice anch’io, ma.. non ce l’ho fatta!! >>

 

Dario: <<Ti mancava poco? >>

 

Cristina: <<Ho smesso alla quarta elementare.. >>

 

Dario: <<A beh.. peccato, con qualche sforzo in più avresti potuto anche farcela.. hai mai pensato di riprendere? >>

 

Cristina: <<No, non amo la regia.. una volta però mi hanno proposto una parte da non protagonista in un film, ma non ho fatto in tempo ad accettare.. >>

 

Dario: <<Che film? >>

 

Cristina: <<Ghost parte prima>>

 

Dario: <<Come mai non hai fatto in tempo? >>

 

Cristina: <<E’ partito prima… appunto! >>

 

Dario: <<Ah.. allora che dici, ci vediamo? >>

 

Cristina: <<Io dico di sì>>

 

Dario: <<Davvero??? >>

 

Cristina: <<Sicuro.. se riusciamo a digitare correttamente sui tasti e a leggere nitidamente sul monitor.. direi che ci vediamo benissimo eccome.. da 10 decimi e lode!! >>

 

Dario: <<Ma ti va sempre di scherzare, Cristina?!? Io vorrei conoscerti davvero!! >>

 

Cristina: <<E se non fossi come tu speri.. magari non mi trucco come piace a te e non ho i capelli lunghi coi riccioletti dorati e poi.. non porto gonne corte, ma vesti lunghe e comode.. >>

 

Dario: <<Mmmm… lunghe e comode.. sìììì!!! Sento già che ti adoro>>

 

Cristina: <<Ecco, bravo, mi piace la gente che cade in adorazione.. voglio darti una possibilità, dopo tutto grazie alla tua tenacia mi stai simpatico.. >>

 

Dario: <<Non starai mica scherzando ancora?!? >>

 

Cristina: <<Ma no che non scherzo.. conosci la Chiesa di Sant’Ernesto? >>

 

Dario: <<Sì.. quella attaccata alla piazzetta, in fondo alla via principale.. >>

 

Cristina: <<Bene, io ogni domenica ci vado a messa alle 9.30.. magari, per iniziare, potremmo cominciare a vederci lì.. >>

 

Dario: <<Ma come faccio a riconoscerti.. non so niente di te.. come ti chiami, quanto sei alta, il colore dei tuoi occhi, dei tuoi capelli, le tue… misure!! >>

 

Cristina: <<Non credo che occorra sapere tutto questo.. credo che ti basti guardare attentamente negli occhi le ragazze che ti stanno intorno e se una risponderà al tuo sguardo.. quella sono io.. Allora, ci sarai?? >>

 

Dario: <<Sicuro che ci sarò, mi accamperò dietro la porta della chiesa sin dal venerdì sera.. quella messa lì non me la perderei per niente al mondo!! >>

 

Cristina: <<Dici davvero? Neanche per una sana discoteca del sabato notte che poi il giorno dopo sei in coma profondo e non sposti dal letto neanche in prima? >>

 

Dario: <<Macchè discoteca.. il mio posto è già su una delle panche della Chiesa di sant’Ernesto.. è bello che prenotato.. mi ci vedo già seduto a mani giunte e, appena il prete dice ‘in ginocchio fedeli’, mi fiondo giù sulle ginocchia senza paura né paracadute!!! >>

 

Cristina: <<Bene.. sono contenta.. sai che mi piaci Dario? Adesso devo proprio andare, mi chiamano per la cena.. a domenica>>

 

Dario: <<A domenica Cristina:.. bacio bacetto… etto.. etto>>

 

“E anche questa è fatta” – fece l’uomo tra sé e sé, alzandosi dalla seggiola – “un po’ più dura del solito, ma.. è andata! ”. Si stiracchiò un attimo giunto a metà stanza, quindi andò alla porta ad aprire.

 

“Ah siete qui padre?” – esordì una vecchietta con una vocina alquanto contrariata – “ancora a giocherellare con quell’aggeggio del diavolo?!? ”

 

“Sarà pure un aggeggio del diavolo, Dana” – rispose l’altro –  “ma io lo uso per mano di Dio.. ”

 

“L’avete fatto ancora? ” – chiese l’altra con gli occhi stravolti mentre con la mano abbozzava rapida un approssimativo segno della croce.

 

“Sì, l’ho fatto, Dana” – ammise l’altro senza batter ciglio –  “e con questo pargoletto domenica mattina saranno in venti i giovanotti che verranno a messa svegli e puntuali alle 9 e mezza”.

 

“Ma non vi vergognate, Padre Cristina?!? ” – inveì la donna sconcertata.

 

“No, che non mi vergogno Dana.. dopo tutto dico solo la verità e troveranno tutti ciò che  cercano.. una creatura divina di nome Cristina, senza trucco in viso né capelli lunghi e riccioluti, che porta una veste lunga e comoda.. ”

 

“..e magari dice pure messa!! ” – completò la donna con sarcasmo – “il Vaticano non approverebbe!! ”

 

“Già.. non approverebbe” – confermò il prete – “il Vaticano cura solo il virtuoso, non anche il virtuale..”

 

“Siete solo uno stupido prete megalomane ed esibizionista” – sentenziò la donna a mo’ d’anatema – “un travestito cibernetico, un triste fenomeno da baraccone ed anche un pò..”

 

“.. sexy?” – l’interruppe il prete – “perché no Dana.. mi sta bene tutto, anche questo, se vale a salvare anche una soltanto delle mie giovani pecorelle virtuali.. La Chiesa non deve guardare il mondo dal di fuori, deve scorrerci dentro!!”. Sì girò verso il piccolo armadietto dove teneva i paramenti sacri, ne trasse fuori una tunica bianca e una stola colorata che indossò con molta cura assorto in preghiera, dopo di che concluse – “Apri pure il sipario della messa vespertina; sono pronto a sfilare col mio prêt-à-porter e l’approvazione del vaticano per le arzille vecchiette di Vittorio Veneto..”

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