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Set 20, 2008 - blog life, cibi, cura, messaggi, opinioni    6 Comments

SI PUO’ TENTARE…

 26 COSE CHE POTETE FARE SUBITO PER GESTIRE LA VOSTRA ANSIA

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DI KATHY MCMAHON
Energy Bulletin

Se non state provando un qualche grado di apprensione adesso, non state leggendo le notizie. Ecco alcuni dei miei suggerimenti per trasformare questa energia emotiva in azioni costruttive:

1) PREFIGGETEVI COME OBIETTIVO DI RIDURRE LE VOSTRE SPESE in modo tangibile – del 10%, del 20%, del 30%, persino del 50%, e stabilite un programma per attuarlo. La riduzione dei costi è il modo più veloce per aumentare il vostro reddito – più veloce che guadagnare più soldi.

2) FATE ATTENZIONE AL DENARO CHE SPRECATE senza trarne alcun beneficio, come la luce che rimane accesa, i computer che rimangono accesi notte e giorno, i “carichi fantasma” come gli orologi dei forni a microonde, che consumano più energia degli stessi forni a microonde. Se prenderete dimestichezza con il vostro contatore dell’elettricità e annotate le letture prima e dopo aver spento questi carichi fantasma, avrete la prova concreta che state risparmiando denaro.

3) Stabilite un SISTEMA A TRE FASCE per gli acquisti: a) le necessità; b) le cose utili; e c) altro. Mettete tutto ciò che comprate in una di queste categorie per una settimana ed esaminate l’elenco. Ad esempio se acquistate vestiario, potreste aver acquistato delle calze e delle scarpe nuove di lusso. Mentre la gran parte delle persone metterebbero le calze sotto la “a” o la “b”, quasi tutti noi considereremmo le scarpe di lusso come “altro”, a meno che non siano una necessità per il lavoro. La Grande Contrazione della Spesa è incominciata. Superatela di un margine sufficiente in modo da non farvi mordere il di dietro.

4) Prendete in considerazione di ACQUISTARE IL CIBO NELLA SUA FORMA PIÙ BASILARE, e in grandi quantità. Per esempio, invece di comprare un preparato per pancake, comprate la farina, il grasso alimentare e il lievito. Questo di per sé, non solo migliorerà la vostra dieta, ma vi costerà un decimo di quanto costerebbe il preparato già pronto. Per qualsiasi cosa che preparano i “Generals” (General Foods, General Mills, ecc.) VE NE FANNO PAGARE il privilegio.

5) SEMPLIFICATE. Passate in rassegna ciascun acquisto e chiedetevi se qualche altro oggetto andrebbe bene lo stesso. Il consumismo produce prodotti specializzati che aumentano la domanda. Quanto più è specializzato [un prodotto], tanto più facile è far pagare ai consumatori un prezzo elevato per esso. Schiuma da barba, invece di un buon sapone schiumoso. Un prodotto per pulire i vetri, anziché l’aceto. Fate un po’ di ricerca e scoprirete come vivevano i vostri antenati senza la maggior parte dei prodotti che stanno sotto i vostri lavandini o tra i vostri articoli da toletta. Poi riducete [il superfluo] e comprate [il resto] in grandi quantità.

6) CERCATE LA QUALITÀ. Cercate prodotti durevoli che potranno costare di più, ma che sono ben fatti e che dureranno per molto tempo. Vi accorgerete che le versioni più economiche non possono essere rimpiazzate facilmente quando si guastano. Comprate ora per il lungo termine e non pensando solo al prezzo. Trovo che gli oggetti di migliore qualità vengono rimpiazzati da prodotti più scadenti allo stesso prezzo. Comprate gli oggetti di qualità finché si trovano ancora, e assicuratevi che rientrino nella Fascia A. (Vedi #3)

7) Passate ad un’ECONOMIA FATTA DI CONTANTI. Fatelo e basta. Cominciate col decidere quanti soldi spendete solitamente usando carte di credito e assegni e prelevate tale somma in contanti per una settimana, due settimane, un mese. Se voi e i membri della vostra famiglia la spendete prima della scadenza di tale periodo, rimanete a casa e smettete di spendere, finché inizia il periodo successivo. La ricerca di mercato ha mostrato che passando ad un’economia di contanti, i consumatori spendono in media il 20-25% in meno che se usassero una carta di credito. Usate questa ricerca a VOSTRO vantaggio. Abituatevi ad usare la valuta, non la plastica.

8) COINVOLGETE TUTTA LA FAMIGLIA nella riduzione delle spese di Fascia “B” e “C”. Se vi siete prefisso l’obiettivo di ridurre la spesa del 20%, fatelo in modo generale, e coinvolgete i bambini. Se questo vuol dire diminuire le lezioni extra, le feste, le visite ai centri commerciali, ecc. lasciate che i bambini possano dire la loro su quali cose sono da eliminare o ridurre. Se sarete sinceri sulle vostre rinunce personali, i vostri figli vi rispetteranno e ridimensioneranno anche le loro aspettative. Se dite che vi state limitando, ma poi comprate qualcosa della categoria “C”, avrete perso credibilità e avrete tra le mani un ammutinamento familiare. Discutete in famiglia tutte le vostre spese sulla base di queste categorie, e cercate di raggiungere un accordo per non avere sorprese.

9) Misurate gli spostamenti nella vostra vita in termini di chilometri percorsi, invece che di minuti, e poi pensate agli altri modi in cui potreste percorrere quelle stesse miglia anziché usando i combustibili fossili. Quando qualcuno dice “Ci vogliono 30 minuti…” abituatevi a chiedere “a piedi, in bicicletta o in macchina?” È un cambiamento a livello psicologico che dobbiamo fare tutti.

10) Imparate come STARE IN CASA. A qualcuno sembrerà buffo, ma per molti la “casa” è diventata un “luogo di sosta” per rifocillarsi (mangiare, dormire) prima di andarsene di nuovo fuori. Imparare a stare in casa potrebbe significare risolvere i conflitti che avete con la vostra importante “altra metà”. Potrebbe voler dire nutrire maggiori aspettative di un migliore comportamento da parte dei figli.

11) RALLENTATE, rilassatevi di più, e cercate dei modi per migliorare la vostra casa. Non intendo dire un divano nuovo. Parlo di ripulire il percorso straziante da una stanza all’altra perché il tappeto si solleva, o di appendere tende più pesanti d’inverno così che l’ambiente rimanga più caldo, o di creare un angolo più confortevole per leggere o ascoltare musica senza distrazioni. Potrebbe voler dire spostare i vostri utensili da cucina più usati, per poter cucinare più facilmente. Ditevi “la mia casa è il posto dove trascorrerò la gran parte del mio tempo” e controllare la vostra risposta emotiva. Se è di panico o terrore, cercate di capire il perché e fate qualcosa in merito.

12) SIATE REALISTICI con le persone con cui vivete o a cui volete bene. Questioni rimaste in sospeso, l’ostilità non discussa, battute secche e aggressive non solo rendono sgradevole lo stare in casa, ma hanno un impatto [negativo] sulla vostra salute. I cattivi matrimoni rovinano una buona salute. Siate onesti e riconoscete la vostra infelicità, e cercate di riconoscere il vostro contributo a questa situazione. La coppia media con dei problemi aspetta sette anni prima di cercare aiuto, e spesso a quel punto i problemi sono ben radicati. Cercate di risolverli da voi, ma se non funziona, cercate un esperto che sappia ascoltarvi.

13) METTETE I BAMBINI AL LAVORO. Troppi bambini hanno una ben poca “funzione” reale nella vita familiare, e questa è una bizzarra svolta della storia dell’umanità. Se i vostri figli sembrano concentrati sui propri interessi personali, chiedetevi che aspettative avete avuto che si interessassero di cose più importanti del loro stesso divertimento. Se non potete realmente dire “diamine, sono proprio contento di avere un figlio/una figlia che si prenda cura di X, così non lo devo fare io…” allora avete dimenticato di insegnare loro capacità come il sapersi prendere le responsabilità, l’essere affidabile, e il “quid pro quo” del vivere insieme agli altri. Il vostro futuro genero o la vostra futura nuora vi manderanno al diavolo.

14) FERMATE LE CHIACCHIERE dal computer/internet/televisione/via cavo/telefono/telefonino cellulare/cercapersone/Blackberry/fax per un arco di tempo ogni giorno e createvi uno spazio per stare con le persone a cui volete bene, senza interruzioni. Valorizzate i momenti quando le persone più importanti del mondo stanno sedute insieme a voi, prestandovi attenzione vicendevolmente, parlando sinceramente, rilassandovi insieme. Preparatevi ad una severa resistenza e ad una “tecno-astinenza”. Rendete questi preziosi momenti abbastanza lunghi, in modo tale da vincere l’effetto da astinenza “iperattiva” e da far permeare la casa da un senso di quiete. Continuate a farlo (come un “esperimento”, se dovete) per almeno un mese, e incominciate a discutere su quali cose potreste fare come una famiglia o individualmente, che siano soddisfacenti o divertenti senza l’utilizzo dell’elettricità.

15) VALUTATE SERIAMENTE SE FARE GLI STRAORDINARI
piuttosto che utilizzare questo tempo per creare uno stile di vita più sostenibile. Siamo avvezzi a pensare al guadagno come alla nostra priorità numero uno, ma forse è il momento di mettere in questione tale presupposto. Se domani dovesse succedere una qualche crisi, sareste preparati? Avete provveduto al cibo? Creato un giardino di qualche sorta? Conosciuto i vostri vicini di casa abbastanza da potergli chiedere (o offrire) dei favori? Siete introdotti in organizzazioni religiose o civili che vi offrano un cerchio di sostegno più ampio? Avete risolto i vostri problemi coniugali? O imparato a godervi veramente la compagnia dei vostri figli? Senza dubbio, i soldi sono importanti, ma il tempo è il nostro bene più prezioso. Pensate attentamente a come lo usate.

16) Immaginate una VISIONE per un futuro in cui vorreste vivere. Lo conoscete il detto che l’uomo non può vivere senza speranza? (lo so, alcuni di voi non credono in questa parola, quindi usiamo il termine “visione”). Le famiglie più felici hanno una visione di quello per cui vivono e lavorano. Questa visione le sostiene nei momenti difficili. Andate avanti. Immaginate il peggio. Poi, visualizzate come potete vivere una vita soddisfacente superandolo, e per cosa varrà la pena [farlo]. (suggerimento: se non immaginate i buoni amici e la famiglia, la musica dal vivo, i cibi semplici, ecc. probabilmente è troppo deprimente…) Scriveteci una storia, con voi stessi come eroi, fatene un disegno, cantate [questa visione] in una canzone. Rendetela reale.

17) FATE ELENCHI e SEGNATE I RISULTATI. Molti di noi sono troppo ottimisti per quello che può essere fatto in un anno, ma sottovalutano ciò che si può fare in dieci anni. Guardate al piano più ampio e scegliete svariati progetti da incominciare (esatto, svariati….). Per ciascuno di essi fate qualcosa ogni giorno, oppure va bene concentrarsi su di uno solo per un po’, finché non vi stancate e poi passare ad un altro.

18) Tenete in mente LA VISIONE PIÙ LONTANA e capite come è probabile che si svolgano [le cose] nel frattempo, sulla base di tale visione. Datevi spazio per prendere decisioni ora, che sapete che non saranno la vostra linea di condotta futura definitiva. Per assicurarvi che vi state muovendo nella direzione giusta, chiedetevi: “mi sta portando questo verso una maggiore autosufficienza?” “se sto usando combustibili fossili per raggiungere questo risultato ora, serve tutto ciò ad acquisire una maggiore abilità da mettere in pratica più avanti, per raggiungere il risultato senza quegli apporti?”. Per esempio, se non ne sapete niente di falegnameria, gli utensili meccanici elettrici possono facilitarne molto l’apprendimento. Una volta che avete acquisito dimestichezza con l’assemblaggio delle cose, potete in seguito applicare queste abilità quando utilizzate utensili [azionati] a mano. Una bicicletta reclinata dotata di “power assist” (piccolo motore elettrico di sostegno) vi può far raggiungere una forma fisica migliore per poterci andare in seguito senza l’aiuto.

19) Capite in che modo la “mentalità da gregge” può influire su di voi, e cercate di ANDARE CONTROCORRENTE, invece di farvi calpestare.

20) PROTEGGETE LA VOSTRA SALUTE MENTALE tanto quanto quella fisica. La depressione, le paranoie, l’abuso di sostanze stupefacenti e di alcolici, i comportamenti compulsivi come mangiare troppo, il gioco d’azzardo, il cyber-sex, il sesso anonimo, ecc. sono tutte reazioni comuni in periodi di stress. Tenete strette le redini della vostra mente, e date ascolto alle altre persone che vi dicono di essere preoccupate per voi e per il modo in cui vi comportate. Trovate delle persone, idealmente amici veri e familiari, per parlare delle pressioni che avete e delle cose su cui meditate continuamente – le vostre peggiori paure. Se avete bisogno di aiuto, cercatelo adesso, e assicuratevi che l’aiuto comprenda dei modi tangibili per consentirvi di gestire meglio lo stress in futuro. Parlate di vostra madre solo se vi aiuta a capire come vivere una vita più produttiva OGGI e vi fa muovere nella direzione verso cui dite di volere andare. Va bene programmare giorni di “salute mentale”… sapete, quei giorni in cui vi prendete una pausa dal lavoro solo per sentire l’odore delle rose, dormire fino a tardi, programmare un “rilassamento totale”, o per vivere la vita in altro modo.

21) Imparate a distinguere i “PIACERI SALUTARI” da quelli che bruciano la vostra neurochimica e vi distruggono la salute. Molti di noi esagerano il nostro modo di essere abituale quando sono sotto pressione, a seconda della nostra personalità. Alcuni si allontanano dagli altri e si isolano. Altri si buttano a capofitto in progetti che sono incentrati sulle altre persone, e ignorano il proprio benessere. Alcuni di noi diventano istantaneamente “orientati all’azione” per gestire l’ansia, senza mai fermarsi per prendere in considerazione il fine o lo scopo delle nostre azioni. Altri diventano paralizzati, incapaci di prendere anche le decisioni più semplici, in caso si rivelassero sbagliate. Alcuni si concentrano più su se stessi, mentre altri smettono di tenere conto delle proprie necessità del tutto. E ancora altri diventano dominati da emozioni negative e smettono di pensare con chiarezza. Il troppo intellettualizzare è la direzione presa da altri, e questo lascia poco spazio all’espressione emotiva o alla connessione e la comprensione di noi stessi e degli altri.
Questo è ciò che rende i “consigli generali” come “esprimi le tue emozioni” o “guardati dentro” così rischiosi. Riconoscete in quale direzione tendete a sbagliare, ed interrompete il circolo vizioso prima che raggiunga livelli estremi. Coinvolgete nella vostra vita le persone che “contro-bilanciano” tali tendenze. Se siete degli apprensivi, state a contatto con persone più spensierate. Se avete la tendenza ad intellettualizzare, trovate un gruppo teatrale di improvvisazione. Se drammatizzate tutto, fate amicizia con qualcuno più razionale che “pensa” come prima risposta. E preparatevi ad essere possibilmente infastiditi dalla differenza di personalità.

22) Prendetevi cura di qualcosa di NON UMANO. L’ottantacinque per cento di noi già lo fa, con gli uccelli selvatici, o gli scoiattoli, il pesce rosso, un cane, un gatto o il bestiame. È stato scientificamente provato che prendersi cura di qualcun altro (o qualcosa) fa bene alla nostra salute mentale e fisica. Se lo facciamo, abbiamo più probabilità di sopravvivere più a lungo ad una malattia molto grave. Trascorrete un po’ di tempo ad osservare o ad interagire con questo essere vivente ed accedete ad un’altra parte della vostra coscienza – forse una parte più vecchia, più profonda, e provate a rilassarvi mentre lo fate.

23) LIMITATE LE “CATTIVE NOTIZIE”. Se vi ritrovate a controllare le notizie più di una volta al giorno, smettete, per il vostro bene. Prendetevi una “vacanza dalle notizie” una volta tanto. Andate in giro e circondatevi di qualcosa di bello, come l’arte o la natura.

24) Fate un elenco delle “VENTI COSE CHE VI PIACE FARE”, e mettetelo in un posto dove lo vedrete tutti i giorni. Scrivete, accanto a ciascuna cosa, quando l’avete fatta l’ultima volta, e se vorreste farla più (P) spesso, o meno (M) spesso. Scrivete se si è trattato di una cosa che ha fatto uno dei due genitori (G) e se sarete ancora in grado di farla a 85 anni (85). Se costa farla, metteteci accanto il simbolo del dollaro ($). Se dovete farla con un amico (A) o con un amico speciale (AS) annotatelo. Ora mettetele il ordine di importanza, solo per divertirvi.

ESEMPIO:

Cosa Ultima volta? Più/Meno? Genitori? 85? Costo? Amico/AS? Importanza?
CANTARE OGGI M Mamma 85 1

25) NON CERCATE DI CAMBIARE IL MONDO. Cercate solo di agire sul vostro piccolo angolo di esso. Rendete la vostra strada un posto più bello. Piantate alcuni alberi da frutto o di noci. Iscrivetevi ad un gruppo di quartiere. Ampliate la food bank della vostra comunità. Organizzate “rent party” regolarmente e passate il ricavato a chi ha perso il posto di lavoro o ha dei conti da pagare per le prestazioni mediche. La prossima settimana, quella persona potreste essere voi. Raccogliete l’immondizia che trovate per terra, anche se non è la vostra. Ricordatevi che il mondo è più grande di voi, e che non possedete la Terra o le cose su di essa, voi siete parte della Terra e siete posseduti dalla Terra.

26)PENSATE FUORI DAI COMPARTIMENTI STAGNI. Se la gente elenca di solito 25 cose, siate differenti. Elencatene 26. Non seguite il gregge, camminate avanti ad esso. Se vi cominciano a seguire, siete una guida. Altrimenti, avete precorso i tempi o vi muovete nella direzione sbagliata. In ogni caso, gustatevi il cammino, e infrangete le vostre stesse regole una volta ogni tanto.

ASSASSINI CRIMINALI

Tentano d’impiccarlo ma “fido” riesce a salvarsi.

 

cane straziato

E’ molto difficile commentare episodi di gratuita violenza, soprattutto quando si sfoga contro esseri viventi deboli ed indifesi. A volte contro uomini e donne, a volte contro anziani e bambini, spesso contro gli animali. Episodi come quello accaduto il due settembre scorso in Sardegna, vanno ad aggiornare la purtroppo nutrita schiera di vittime della demenza umana, talmente vile ed ignobile da aver “eroicamente” ucciso diverse pecore e tentato d’impiccare un piccolo cagnolino.

La scena che lo scorso 2 settembre si apre davanti agli occhi di due turisti in vacanza, che avevano deciso di fare una passeggiata nella campagna di Sessa, località tra Cuglieri e Santa Caterina nell’oristanese, è proprio questa. Carcasse di animali in putrefazione, un odore nauseabondo ed un piccolo cane gravemente ferito, ma ancora vivo, che si rannicchiava vicino ad una pecora ormai in avanzato stato di decomposizione. 

I due coniugi hanno cercato di soccorrere il cane, ma il precipizio in cui si trovavano gli animali non era agevole, così hanno chiesto aiuto ai vigili del fuoco.

Durante l’intervento, raccontano ancora i turisti, i vigili fanno la scoperta più atroce: «Il cane aveva annodata al collo una corda che gli era stata annodata dai suoi aguzzini nel tentativo di impiccarlo. Provvidenzialmente però, la fune si era spezzata. L’altro capo, infatti era rimasto attaccata al ponticello». Dobbiamo rigraziare i vigili del fuoco: «Per la grande umanità che hanno dimostrato, intervenendo tempestivamente».

Oggi la storia ha un lieto fine perchè il piccolo cane sta meglio, ma questo non aiuta a comprendere gesti simili. Quali i motivi? dispetti tra pastori? una bravata? nulla che comunque giustifichi tale scempio.

La foto ritrae un cane diverso da quello protagonista della vicenda, ma testimonia ulteriormente la quotidiana crudeltà dei maltrattamenti contro gli animali, nonostante l’aggravamento del reato previsto dal codice penale.

TU ABITI A SCANDIANO IN VIA GRAMSCI 20?

Cane e gatti abbandonati in balcone senza cibo nè acqua

GAZZETTA DI REGGIO-   SCANDIANO. Chiusi in balcone, al quarto piano, senza che vi fosse alcun riparo per proteggerli dal sole battente. E con le ciotole di cibo e acqua ormai vuote.
Per portare in salvo un cucciolo di cane e due gatti, ieri pomeriggio a Scandiano, si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco di Reggio.
A segnalare la presenza dei tre animali sono stati alcuni passanti, preoccupati perchè da qualche giorno li avevano notati sul terrazzo di una palazzina di via Gramsci, al civico 20, sotto il sole.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale Tresinaro-Secchia. Che attraverso un balcone vicino hanno controllato, assieme al servizio veterinario dell’Ausl, in che condizioni fossero gli animali. E’ così che si sono resi conto che cane e gatti non avevano più di che sfamarsi.
Dopo aver cercato a lungo e invano di rintracciare i proprietari – a quanto pare in ferie – gli agenti sono stati costretti a far intervenire i vigili del fuoco.
I quali, autorizzati dal magistrato di turno, con l’autoscala sono saliti fino al quarto piano e hanno prelevato tutti e tre gli animali.
Il cagnolino e i due mici sono stati affidati ai volontari del canile di Scandiano, dove sono stati finalmente rifucillati. I proprietari, però, ora rischiano una denuncia penale per maltrattamento e abbandono di animali.

(07 settembre 2008)

FIRMATE LA PETIZIONE del capitolo 2 PER FAVORE !!!

capitolo 1) Lite d’amore, ferisce
il cane di lei: arrestato

di Francesca Alliata Bronner

Tra moglie e marito non mettere il cane. Ovvero, quando un amico a quattro zampe può lasciarci le penne. O meglio il pelo. È accaduto ieri sera, a Roma, durante un animato litigio in casa fra due fidanzati: il cane, un bel cucciolo meticcio di 4 mesi, che la donna aveva adottato con immenso amore, era lì nolente ad assistere, la discussione ha preso poi una piega così violenta che l´uomo, G. Z., un trentaquattrenne romano, ha scagliato tutta la sua rabbia contro il cane, di taglia media, picchiandolo e ferendolo gravemente.

Ed ora il fedele (vero) compagno a quattro zampe di lei è ricoverato in terapia intensiva con prognosi riservata all´ospedale veterinario Gregorio VII di Villa Carpegna.

L´animale, dal pelo fulvo, lo sguardo vispo e l´energia gioiosa di un cucciolo, ha riportato ferite sulla parte posteriore del corpo oltre a fratture di vario tipo e a breve dovrà anche subire un intervento chirurgico, assicurano i veterinari dell´ospedale, che si dicono comunque ottimisti.

L´uomo doveva davvero essere accecato dalla rabbia per arrivare a tanto. Infatti non è finita solo con il sangue e lacrime del povero cagnolino: al momento dell´arrivo degli agenti di polizia, nell´appartamento di via Bolgheri, al quartiere San Paolo, zona Magliana, G. Z. si è scagliato anche contro di loro con un coltello, ferendo lievemente un poliziotto. Arrestato immediatamente dagli agenti ora l´aggressore dovrà rispondere di minacce aggravate dall´uso di arma da taglio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e maltrattamenti di animali. Oltre che farsi perdonare – se mai lo farà – dalla sua (ex) fidanzata.

E non è la prima volta che l´amico a 4 zampe (e non l´amante che sarebbe più comprensibile) finisca vittima di storie d´amore in crisi. Anzi, a guardare le cronache, ormai anche gli animali domestici, rientrano perfino nelle cause d´affidamento in casi di divorzio. I cani, come i figli, sono piezz e´ core.

(25 agosto 2008)

 capitolo 2) cliccate qui :                                                                                      http://firmiamo.it/scempioaportoempedocleapplicazionedelleleggi                                   o nella barra laterale e firmate,grazie!  (link gentilmente ricevuto da Goccia e da 5maggio,grazie)

NOTIZIE DALLA SICILIA
 
Inaudita violenza a Porto Empedocle. Un piccolo cane sepolto vivo da bambini
Episodi drammatici come questo dimostrano come si sia perso completamente ogni valore. Dei ragazzi, bambini in questo caso, sotterrano un cane “VIVO” per gioco.
Pochi giorni fa a Porto Empedocle (Agrigento), un cane randagio è stato legato, brutalmente torturato, sodomizzato ed infine sepolto vivo. A commettere l’efferato atto di violenza un gruppo di ragazzi empedoclini.
Il cane è stato soccorso in extremis dalla Sig.ra Assuntina Rametta, Presidente della locale Associazione Animalista Empedoclina Protezione Cani Randagi Onlus, avvisata da una telefonata anonima. Purtroppo, però, nonostante le cure veterinarie cui è stato sottoposto, a causa delle gravissime lesioni interne ed esterne procurategli dalle violenze, l’animale è deceduto.
La LAV ha scritto al Sindaco e per conoscenza al Prefetto di Agrigento e al Comando Provinciale dei Carabinieri, per chiedere provvedimenti urgenti che assicurino che un tale raccapricciante atto non rimanga impunito. Il coinvolgimento di ragazzi d’età scolare rende ancora più grave l’accaduto e l’esperienza insegna che tali manifestazioni di violenza perpetrati da adolescenti ai danni di animali non devono essere intesi come semplici ragazzate, ma vanno considerati in tutta la loro gravità.
Casi come questo purtroppo non sono isolati. Numerose, infatti, sono le segnalazioni di maltrattamenti e sevizie nei confronti di animali, per lo più cani e gatti, che giungono alla LAV e spesso sono proprio ragazzi in età adolescenziale a compiere questi maltrattamenti. La LAV da anni si avvale della collaborazione di un gruppo di psicologi del CNR di Roma che studiano la crudeltà di bambini e adolescenti nei riguardi degli animali e le relative implicazioni psicologiche, educative e sociali. E’ stato rilevato come spesso negli adolescenti i fenomeni di maltrattamenti sugli animali sono preludio di un comportamento pericoloso e violento da adulti.
“Al Sindaco di Porto Empedocle, quale primo tutore degli animali presenti allo stato libero nel suo territorio, chiediamo una presa di posizione forte su quanto accaduto – ha dichiarato Marcella Porpora, Coordinatrice regionale LAV Sicilia. Atti di efferata violenza perpetrata ai danni di un essere vivente indifeso come questi lasciano sgomenti ma si possono e si devono contrastare e prevenire. Ecco perché al Sindaco abbiamo chiesto di mettere in atto una rete di interventi concreti che coinvolga anche la scuola e i servizi sociali per ricreare un corretto rapporto uomo – animale che dovrebbe essere prioritario per qualunque paese che si definisca civile..”
La promozione di un corretto rapporto uomo animale è estremamente importante poiché il disinteresse e la violenza sugli animali oltre ad essere eticamente inaccettabili si pongono anche in contrasto con i principi generali della L. 281/91, legge quadro sul randagismo, ed in Sicilia della L.R. 15/2000, secondo cui lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale.

Data: 13 agosto 2008

Autore:Michele Santoro

PALIO DI SIENA.TRADIZIONE VIOLENTA?

 Non avevo mai seguito il palio,non mi interessava.poi shannara me ne ha parlato in un commento ,poi caso vuole che il 16 agosto accendo la tv e vedo i cavalli alla partenza,così ho guardato…orribile…orribile…cavalli allo sbaraglio…che sbattono con violenza nel muro…frustate…cattiveria…cavalli a terra…fantini che cadono…io che urlo quando li vedo frustare quelle povere bestie,bellissimi cavalli…non sono riuscita a guardare fino alla fine…ero troppo arrabbiata e scandalizzata e ho deciso di documentarmi ma anche di dare la parola a chi il palio lo ama…

La tradizione del Palio di Siena è tristemente conosciuta per il numero significativo di incidenti, anche mortali, subiti dai cavalli, costretti a correre il più velocemente possibile su una pavimentazione e lungo un tracciato totalmente inadatti alle caratteristiche di questi animali. Sebbene gli organizzatori abbiano introdotto alcune misure di sicurezza, la natura stessa della gara, pregna di rivalità e astio fra le varie contrade, porta inevitabilmente a spingere la competizione oltre i limiti civili fino a provocare numerosi incidenti che causano la morte di più di un cavallo, e il ferimento di un certo numero di cavalli e fantini, ogni anno. Una guerra fra contrade combattuta all’ultimo sangue, spingendo i cavalli fino a rischiare la morte pur di vincere. Questo spettacolo, che pretenderebbe di divertire il pubblico presente in piazza, e le famiglie che lo seguono in TV, in realtà è pieno zeppo di espressioni violente che vengono recepite dagli spettatori in modo subliminale: l’odio tra le varie contrade, il forte stress dei cavalli prima della partenza, le violentissime frustate (nerbate) al proprio cavallo e ai cavalli e fantini avversari durante la corsa, il rischio di provocare un incidente mortale pur di vincere, gli incidenti mortali e i ferimenti che capitano regolarmente da sempre. La sofferenza psicologica e fisica inflitta ai cavalli, utilizzati come strumenti per raggiungere l’obiettivo di vincere il nemico, viene recepita da tutti, ma soprattutto dai più giovani nei quali il concetto di moralità è ancora in fase di sviluppo, sotto forma di divertimento. In questo modo, il fine ludico di questo spettacolo giustifica e svuota completamente di significato la violenza inferta sul più debole. Cancella completamente il sentimento di compassione e di empatia verso il diverso che invece dovrebbe essere stimolato durante il processo di sviluppo della moralità del bambino. E’ nostro dovere morale proteggere i più giovani da queste tradizioni che non rispecchiano più il pensiero di un Paese moderno e civilizzato e rendere attente le autorità sulla pericolosità di tutti i modelli che istigano alla violenza già in tenera età.

Gli incidenti

Al Palio di Siena si utilizzano Cavalli mezzosangue, leggeri e veloci, totalmente inadatti a questo tipo di gara. Per rendere più eccitante lo spettacolo i cavalli vengono spinti a completare il tracciato in 1 solo minuto, mentre un tempo lo si percorreva in 3 minuti.

Il risultato inevitabile di queste iniziative discutibili sono gli incidenti. La percentuale di incidenti causati dal Palio di Siena calcolata per un periodo di 35 anni (dal 2 luglio 1970 all’anno 2004) corrisponde al 64.86%. Secondo i dati forniti dalla LAV, dal 1970 ad oggi sono morti complessivamente 48 cavalli considerando sia quelli feriti durante la gara e abbattuti successivamente lontano dalle telecamere, e sia quelli morti durante gli interventi.

Questo significa che in media muore più di 1 cavallo ogni anno.

Relativamente al brutto incidente avvenuto nel 2004 durante la seconda tornata del palio di Siena, dove si è assistito ad una scena straziante in cui un cavallo si è schiantato contro un ostacolo fisso ed è crollato a terra rimanendo esangue sulla pista, finendo calpestato al giro successivo, poiché non è stata interrotta la corsa, riportiamo qui di seguito uno stralcio della salda presa di posizione dell’Associazione Veterinari per i Diritti degli Animali:

“L’AVDA, condanna il comportamento tenuto dagli organizzatori, che non hanno fermato la corsa, e dagli organi di informazione televisiva che hanno minimizzato la vicenda e non hanno dato il giusto rilievo ad un evento che significa dolore e sofferenza per gli animali ma anche uno spettacolo diseducativo perché la violenza è sempre da condannare anche (e forse soprattutto) quando coinvolge un essere vivente che non può sottrarsi allo strazio né esprimere a parole il suo dolore. L’AVDA sottolinea con forza che non si può giustificare per motivi di storia o di tradizione nessuna usanza che finisca col procurare dolore ad altri esseri senzienti. Il filo rosso che lega la “storica” tradizione del Palio è fatto di sangue: quasi 50 cavalli morti in cinquant’anni. Mentre in ogni campo si inneggia alla modernità, al superamento delle tradizioni, all’emancipazione offerta da una cultura laica e libera da lacci e laccioli, retaggio di antiche credenze, le uniche situazioni nelle quali permane il richiamo al passato come valore da salvaguardare ad ogni costo, anche al prezzo di introdurre contraddizioni in un testo di legge, sono quelle nelle quali sono coinvolti gli animali.”

Palio Siena: Lav, fermare strage cavalli

16 agosto 2006 alle 18:13 — Fonte: repubblica.iti                                                                                                                                  A poche ore dalla corsa del Palio di Siena — con il suo record negativo di almeno 48 cavalli morti a partire dal 1970 — e alla luce del drammatico bilancio degli ultimi quattro mesi di palii in Italia, con 8 cavalli uccisi nelle corse organizzate a Floridia (Siracusa), Fucecchio (Firenze), Ferrara, Feltre (Belluno), Piazza Armerina (Enna), Servigliano (Ascoli Piceno), e numerosi altri rimasti feriti o sottoposti a doping (Floridia: positivi al doping 6 cavalli su 16), la Lav fa appello ai ministri della Salute e dell’Interno ritenendo “indispensabili e urgenti misure restrittive e nuove leggi per impedire una tale carneficina”.

In un comunicato, Roberto Bennati, vicepresidente Lav, sostiene che “le nostre istituzioni, e non più soltanto noi animalisti, non possono più tollerare queste stragi e hanno il dovere di intervenire per garantire l’incolumità dei cavalli costretti a correre nei palii nazionali e degli altri animali involontari protagonisti di pericolose feste paesane. Non riteniamo coerente né civile che in Italia sia più semplice ottenere la condanna di chi maltratta o uccide un cane o un gatto piuttosto che un cavallo costretto a correre su una pista inadatta o persino dopato, né che le disposizioni del Codice penale in materia di maltrattamenti non possano essere applicate alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente”.

Per Bennati, “ferire e mandare a morte cavalli in nome di tradizioni e per il pubblico divertimento, è grave quanto abbandonare, maltrattare o uccidere un cane o un altro animale: nel caso dei palii si tratta di violenze prevedibili a causa delle caratteristiche della corsa, non di incidenti da attribuire al caso, da prevenire e perseguire penalmente senza garantire alcuna impunità. Se applicassimo questo principio, il Palio di Siena non dovrebbe più svolgersi”. Pur dalla sua posizione abolizionista nei confronti dei palii e delle altre feste con animali, la Lav sollecita quindi i ministri di Salute e Interno ad approntare una “urgente iniziativa legislativa volta a disciplinare in maniera restrittiva le corse di equidi svolte su percorsi cittadini, prevedendo, fra l’altro, obbligatoriamente e preventivamente analisi antidoping effettuate da enti terzi indipendenti come Unirelab”; controlli veterinari, identificazione e accertamento delle buone condizioni fisiche e psichiche dei cavalli a cura di medici veterinari dell’Unire, non uso dei purosangue.

Viene chiesta inoltre l’applicazione dell’art. 8 del Decreto del presidente del Consiglio del febbraio 2003, che a distanza di oltre tre anni è stato attuato da una sola Regione con atto legislativo. In pratica viene chiesto che la pista delle corse sia ricoperta da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali sul terreno asfaltato o cementato; che il percorso della gara, se su fondo asfaltato o in cemento, sia circoscritto con adeguate sponde capaci di ridurre il danno agli animali, nell’eventualità di una caduta, nonché per garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone che assistono alle manifestazioni.

La Lav sollecita anche una direttiva urgente del ministro dell’Interno alle Prefetture affinché le Commissioni di vigilanza sui pubblici spettacoli non concedano il nulla osta per le corse di equidi in percorsi urbani delle Regioni che non hanno ancora recepito con atto legislativo e sanzioni l’articolo 8 del Dpcm in questione.                                                                                                                                                   Qui di seguito pubblico il post di SHANNARA a cui io ho proposto di poter dire la sua versione a difesa del palio.

Il Palio: proviamo a spiegarlo

Ho scritto un commento sul blog Non*Mi*A(lauratani), un universo che vi consiglio di visitare perché fa riflettere, divertire, crescere. Il tema è il Palio di Siena.  Così, prima di partire per le vacanze, lascio un argomento “forte”, su cui gli animalisti più estremisti si tuffano ogni anno e che a livello nazionale è molto dibattuto. Ricordo solo che del Palio si sono innamorati uomini di cultura, politici anche moderni (Veltroni, per esempio), poeti da Dante a Montale. I commenti, se civili e non offensivi verso l’una o l’altra parte, sono graditi.

Il Palio non è una manifestazione riesumata ed organizzata a scopo turistico: è la vita del popolo senese nel tempo e nei diversi suoi aspetti e sentimenti. Se resiste dal 1644 una ragione ci sarà, no? Giudicarlo solo per quanto avviene in corsa significa togliergli tutta la sua magia. Nessuno nega che per i cavalli sia un forte stress, che le frustate (a Siena si chiamano nerbate) non facciano certo bene alla pelle, ma allora bisognerebbe chiudere anche gli ippodromi. Tante volte i fantini vittoriosi hanno raccontato: “Ho cercato di nerbare il cavallo il meno possibile, non se lo meritava. Solo in fondo gli ho dato un colpetto, per chiedergli un ultimo sforzo sulla via del trionfo”. Ma è accaduto anche che la mia Contrada abbia perso un Palio condotto in testa per 2 giri e mezzo perché il fantino non ha mai nerbato il cavallo, neanche quando veniva superato a pochi metri dal traguardo: “Era inutile, era troppo stanco, non ce l’avrebbe fatta lo stesso. Perché infliggergli un’ulteriore umiliazione?”. Lo spirito è questo, fermo restando che, come in tutte le cose, per arrivare alla vittoria si fa tutto: si corrompe il prossimo, si nerbano i cavalli e i fantini avversari, si esagera.
Il Palio, però, non è uno spettacolo in cui l’uomo e l’animale sono opposti, alla ricerca della morte dell’altro, come accade nella corrida. E’ una Festa in cui le due componenti sono fortemente fuse, lottano e volano insieme per un unico traguardo. E il cavallo è quanto di più amato si possa trovare: viene assegnato 3 giorni prima della corsa, viene coccolato, accudito, vegliato, avvicinarsi alla stalla è praticamente proibito perché ci sono contradaioli che fanno la guardia affinché il suo sonno non sia disturbato. La stessa dedizione, per esempio, non sempre è proiettata sul fantino. I bambini lo accarezzano, gli portano caramelle e carote, il popolo lo adora e non lo incolperà mai della sconfitta. Il cavallo a Siena è una divinità, e come tale viene trattato prima, durante e dopo la corsa.
967371786.jpgRacconto due aneddoti, uno più breve e uno un po’ più articolato, per spiegare il forte legame di adorazione che lega i destrieri al popolo senese. E’ opinione unanime che la più bella foto di Palio mai scattata sia datata luglio 1977: vinse il Montone con il cavallo scosso Quebel (cavallo scosso vuol dire senza fantino, che era caduto) e un fotografo immortalò l’attimo in cui un contradaiolo, piangendo di felicità, lo bacia appassionatamente sul muso mentre lui, mansueto e con uno sguardo dolcissimo, si prende tutte le effusioni con piacere e gratitudine. In quello scatto ha eternato l’anima del Palio, l’amore sviscerato per il vero protagonista della Festa, quello che non tradisce e sulla cui lealtà puoi mettere la mano sul fuoco.
Il secondo aneddoto è degli anni Ottanta. Nell’agosto 1981 vinse il Nicchio con un cavallino meraviglioso di nome Balente (questa volta con il fantino in groppa). L’anno dopo, nell’agosto 1982, andò in sorte a un’altra Contrada, il Leocorno, che ovviamente era favorita. Partì la corsa e l’accoppiata si ritrovò seconda dietro a un’altra Contrada favorita, che poi arrivò prima. Per tentare il sorpasso, il fantino del Leocorno prese una curva impostando una traiettoria troppo stretta e cadde. Alla fine, nessuno riuscì a fermare Balente, che uscì da piazza del Campo da solo e si avventurò per strade che, evidentemente, conosceva bene. Si fermò solo davanti alla stalla del Nicchio, che non correva. Capirete, i bambini impazzirono a quella vista e lui (notare bene, era pur sempre un animale libero, senza alcun controllo: poteva scalciare, imbizzarrirsi, fare danni a cose e persone) si fece accarezzare, baciare, coccolare come se fosse un agnellino. Arrivarono di corsa gli uomini del Leocorno per recuperarlo e quelli del Nicchio glielo riconsegnarono, non prima però di aver disegnato un enorme cuore blu (il colore nicchiaiolo) nel punto in cui si era fermato. Evidentemente non si era sentito maltrattato e l’anno prima si era trovato così bene che era tornato a casa.
Potrei anche parlare di Panezio, cavallo chiamato il ragioniere perché sapeva contare con la zampa, oppure di Brandano, che sapeva quando si avvicinavano i giorni del Palio e cominciava a scalpitare nella sua stalla per la voglia di andare a correre in piazza. Sarebbe utile, sarebbe inutile, non lo so. Diciamo che rispetto l’opinione di tutti e capisco che, da profani, il Palio possa sembrare un’inutile barbarie. Non nego che la pista abbia visto anche la morte di alcuni soggetti (gli stessi Quebel e Brandano hanno chiuso tragicamente sul tufo le loro strepitose carriere), ma se il destino di un cavallo è quello di correre, non esiste posto migliore di Siena per farlo. Non è una corsa fine a se stessa, è la rappresentazione della vita, un salto indietro nel tempo, un luogo che per due volte all’anno, per 4 giorni, esce dal tempo, si trasforma in un universo lontano anni luce da qualsiasi galassia, dove si ripete un rito allo stesso tempo amato e odiato (a seconda dell’esito), ma atteso con la febbre alta nei restanti 10 mesi, quando le Contrade sono centro di aggregazione, discussione e, per quanto possibile, lontananza per i giovani da problemi attuali come la solitudine, la droga e via dicendo. Nelle fredde sere d’inverno sapere dove andare invece di isolarsi non è una fortuna da poco!!!! Chi si lancia in giudizi guardando solo la corsa non è obiettivo, spesso suo malgrado, e dovrebbe ritagliarsi una settimana di ferie a Siena: per sentire la magia prima dell’assegnazione dei cavalli, per respirare la follia dopo la vittoria.

Ago 9, 2008 - opinioni    6 Comments

FELICITA’

 

La felicità può essere il raggiungimento di un desiderio, la soddisfazione di vederlo realizzato. Il mondo pubblicitario sa bene che il consumo parte da un desiderio (o problema) e l’acquisto del bene produce piacere e quindi felicità .Infatti se il desiderio (o problema) non c’è loro lo creano. Il bisogno di felicità, sotto il profilo psicologico, può essere anche una soluzione ad un problema e la soluzione del problema dà l’appagamento quindi gioia.

La felicità si sviluppa sia in senso intellettuale, sia materiale, sia fisico, sia psichico, sia affettivo, sia emozionale.

Per fare degli esempi pratici su come il valore della felicità cambi anche in virtù della cultura e del contesto ambientale la felicità può essere un sorriso di un bambino, o l’acquisto di una villa con piscina, può essere un matrimonio, o la conquista dell’Everest, la pace dei sensi o la vincita dei mondiali.

Nel terzo mondo il raggiungimento di una ciotola di riso (bisogno primario) è felicità. Nei paesi ricchi il comprare un auto di lusso (bisogno sovrastrutturato) è felicità. Sono due emozioni non comparabili ma che fanno parte della felicità umana.

Secondo teorie contemporanee la felicità è provare ciò che esiste di bello nella vita. Non è una emozione oggettiva ma una capacità individuale, non è casuale come un evento del destino ma una capacità da scoprire ed imparare. Bisogna imparare ad essere felici. La felicità non è inseguire i sogni ed aspettative di domani, ma al contrario cercare di godere di quello che sia ha oggi. La felicità non è nel futuro, ma solo nel presente. La felicità è uno stato di gioia solo del presente. Spesso si scambia l’inseguimento dei soldi, del benessere, della fama, del successo, del potere come se il loro raggiungimento dia la sensazione di felicità. Niente di più sbagliato in quanto questo atteggiamento crea ansia che è in contrasto con lo stato della felicità. La corsa ci rende schiavi del sistema, se uno è schiavo non è libero e quindi non è felice, solo la libertà dal sistema ci fa vedere il presente e ci fa gioire di quello che ci circonda.

a chi mi visita…

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